Nel progetto di un ambiente di ospitalità, il legno può assumere forme diverse a seconda dello spazio, della lavorazione e della storia della materia.
In una nota struttura ricettiva in Val di Fassa, Venaturae ha portato negli interni diverse espressioni del larice, creando un filo conduttore tra pavimenti, rivestimenti e area wellness.
Il progetto mette insieme Vivian, Dorothy e Lagorai, tre superfici con caratteristiche differenti.
Quale legno scegliere per una struttura ricettiva?
In una struttura ricettiva il legno deve dialogare con l’architettura, con l’atmosfera del luogo e con le diverse funzioni degli ambienti.
Nel progetto sono state utilizzate superfici Venaturae differenti, mantenendo il larice come elemento ricorrente.
Per il pavimento è stato scelto Vivian, larice antico calpestato in prima patina. Per i rivestimenti è stato utilizzato Dorothy, larice vecchio da travi e tavole in seconda patina. Nella zona wellness, invece, il progetto prosegue con Lagorai, larice alpino antichizzato in seconda patina.
Il risultato è un insieme coerente, in cui la stessa essenza assume caratteristiche differenti a seconda della superficie e della lavorazione.
Vivian: il pavimento in larice antico calpestato
Vivian è un pavimento in larice antico calpestato, recuperato da vecchi fienili, case e stalle.
La sua prima patina conserva i segni lasciati dalla vita precedente delle tavole: tonalità dal marrone chiaro al marrone scuro con note di rosso, tarlature, spaccature, nodi importanti e venature marcate.
Sono visibili anche tracce legate all’utilizzo originario del legno, come i segni lasciati dai ferri dei cavalli e dalle ruote dei carri.
La patina spazzolata valorizza queste caratteristiche e rende ancora più evidente la superficie materica del larice.
Vivian è stato scelto per il pavimento, dove le variazioni tra le tavole contribuiscono a definire l’atmosfera dinamica, ma accogliente degli ambienti.

Dorothy: il rivestimento in larice vecchio di seconda patina
Dorothy è un larice vecchio ricavato da travi e tavole di recupero provenienti da antiche abitazioni e fienili.
La sua particolarità è la seconda patina.
Rimuovendo la prima superficie della tavola, emerge una colorazione differente, caratterizzata da forti stonalizzazioni che vanno dal rosso al viola intenso.
Nel progetto questa superficie è stata utilizzata per i rivestimenti e arredi.
La scelta crea un rapporto diretto con il pavimento Vivian: la materia di partenza appartiene alla stessa storia del legno recuperato, mentre la lavorazione porta in superficie caratteristiche cromatiche differenti.
Qual è la differenza tra prima e seconda patina?
La prima patina corrisponde alla superficie più esterna del legno e conserva i segni che il materiale ha accumulato durante la propria vita precedente.
La seconda patina viene invece scoperta rimuovendo la prima superficie della tavola. Il legno rivela così colori e sfumature differenti da quelli visibili inizialmente.
Questa differenza è stata utilizzata per ottenere due espressioni coordinate: Vivian per il pavimento e Dorothy per i rivestimenti.
La materia rimane legata alla stessa storia di recupero, mentre il risultato visivo cambia attraverso la lavorazione.
Lagorai: il larice nella sauna
Nella sauna il progetto cambia espressione con Lagorai, un larice alpino antichizzato in seconda patina.
Lagorai presenta un colore nocciola omogeneo con sfumature rosse, una superficie liscia e venature meno marcate rispetto a pannelli più caratterizzati.
Il risultato è più delicato e uniforme, una caratteristica che si inserisce naturalmente nella ricerca di un ambiente caldo e armonioso.


Come valorizzare le venature del legno negli arredi?
L’attenzione alla materia arriva fino ai dettagli, come per gli armadietti dell’area wellness.
Per realizzarli è stata utilizzata la stessa plancia, tagliata in modo da mantenere la continuità delle venature.
Il disegno naturale del legno prosegue così tra i diversi elementi, creando un effetto di continuità visiva.
È un dettaglio progettuale che valorizza una caratteristica già presente nella materia, così la venatura diventa parte integrante del disegno dell’arredo.
Tre superfici, un unico filo conduttore
Vivian, Dorothy e Lagorai raccontano tre modi diversi di interpretare il larice.
Vivian porta sul pavimento la prima patina del larice antico calpestato e i segni della sua storia.
Dorothy utilizza la seconda patina del legno recuperato, facendo emergere tonalità dal rosso al viola intenso nei rivestimenti.
Lagorai porta invece nella sauna e nella zona Wellness un larice alpino antichizzato dalla superficie più liscia e uniforme.
Questo progetto mostra così una delle caratteristiche che rendono il legno una materia così ricca per l’interior design: può cambiare espressione attraverso lavorazioni diverse, mantenendo sempre riconoscibile la propria natura.
In una struttura ricettiva di montagna, il risultato è un ambiente in cui pavimenti, rivestimenti e arredi parlano la stessa lingua materica, attraverso colori, patine e venature differenti.