La Val di Fiemme è un territorio che non fa sconti. Salite che bruciano le gambe, freddo che morde la pelle, altitudine che toglie il fiato. È una montagna che chiede, che mette alla prova, che tempra. Ma quando l’allenamento finisce, quando la gara è corsa, quando il corpo ha dato tutto, serve un’altra esperienza: quella dell’accoglienza.
Ed è qui che l’hospitality di montagna mostra il suo valore più autentico.
Si tratta di creare uno spazio che sa trasformare la fatica in benessere, lo sforzo in rigenerazione, la durezza della montagna in coccola consapevole.
E in questo processo di trasformazione, il legno è lo strumento che tiene insieme questi due mondi.

Il contrasto che funziona: fatica fuori, coccola dentro
L’accoglienza deve avere il sapore del territorio, deve parlare la stessa lingua della natura che ti ha appena stancato, deve creare continuità senza perdere la propria identità di rifugio.
Il legno risolve questo paradosso.
Quando rientri da una camminata impegnativa, da una sessione di allenamento, da una giornata sugli sci, il tuo corpo cerca due cose opposte:
- Riconoscimento dello sforzo fatto (non vuoi sentirti disconnesso dall’esperienza esterna)
- Protezione e rigenerazione (vuoi sentirti al sicuro, accolto, coccolato)
Il legno giusto – che racconta la stessa montagna che hai appena attraversato – crea questo ponte. Completa l’esperienza.
Perché funziona
Continuità sensoriale
Le venature del legno richiamano i tronchi degli alberi. Il profumo (quando il legno è trattato in modo naturale) porta dentro la camera l’odore del bosco. La texture materica dialoga con l’ambiente in una versione naturale tattilmente più morbida e accogliente.
Calore percepito
Dopo ore passate al freddo, la vista del legno – prima ancora di toccarlo – comunica calore. Non è solo una questione termica: è un’informazione visiva che il cervello decodifica immediatamente come “qui puoi rilassarti”.
Assorbimento acustico
La montagna è silenziosa. Gli hotel moderni, pieni di superfici dure (vetro, metallo, pietra), rischiano di essere rumorosi. Il legno assorbe i suoni, mitiga l’eco, ricrea quella qualità acustica del bosco che il corpo riconosce.
Autenticità che si tocca
Un atleta, un escursionista, un ospite che sceglie la montagna non cerca simulazioni. Il legno di recupero, con i suoi nodi, le sue spaccature, la sua patina ossidata, comunica autenticità. Non finge di essere perfetto: è vissuto, come la montagna. E questo crea fiducia.

Come lavoriamo con gli hotel del territorio
Venaturae opera nel cuore della Val di Fiemme, un territorio che ha fatto della prima Wellness Community d’Italia il suo modello di sviluppo. Significa che qui l’hospitality è parte di una cultura più ampia del benessere diffuso, della qualità della vita, del rapporto consapevole con la natura.
Per noi, lavorare con gli hotel di questo territorio significa comprendere esigenze che vanno oltre l’estetica.
Il nostro approccio
Affianchiamo architetti, interior designer e committenti nella scelta, considerando:
- Illuminazione: come si muove la luce naturale negli spazi? Un legno scuro in una stanza esposta a sud crea profondità. In una stanza a nord, potrebbe appesantire.
- Funzione dello spazio: una hall ha esigenze diverse da una camera, che ha esigenze diverse da un’area wellness.
- Combinazione materica: quali altri materiali sono presenti? Come si abbinano texture, colori, finiture?
- Manutenzione: chi gestisce l’hotel ha tempo e risorse per manutenzioni complesse? O serve un materiale che “vive da solo”?
Due hotel che raccontano l’approccio
Hotel Bellavista, Cavalese: estendere l’esperienza del bosco
La richiesta era chiara: far sì che l’ospite, rientrando dalla natura, potesse continuare a sentirsi parte di quel mondo silenzioso e vivo, fatto di alberi, foglie, terra.
I materiali scelti:
- Pavimento Liza: rovere con colore caldo bruno e riflessi grigi. Forte stabilità e resistenza, ideale per ambienti ad alto passaggio ma con il comfort necessario per camminare scalzi dopo una giornata sugli sci.
- Rivestimenti e arredi Val Pusteria: larice autentico delle Alpi, lavorato con processo di evaporazione che ne esalta venature e stabilità. Eleganza naturale che crea continuità con l’ambiente esterno.
Il risultato è uno spazio dove la fatica della montagna trova il suo naturale completamento nel calore del legno. L’ospite non sente stacco tra fuori e dentro: sente evoluzione dell’esperienza.
Approfondisci il progetto Hotel Bellavista →

Olimpionico Hotel, Castello-Molina di Fiemme: quando il legno ridefinisce gli spazi comuni
Il progetto di modernizzazione della hall, bar e ristorante ha utilizzato il pannello Moena in ontano vecchio di recupero, dimostrando come il legno possa trasformare radicalmente la percezione di uno spazio.
La sfida:
Un hotel che ospita atleti, famiglie, escursionisti. Servono spazi comuni che siano contemporaneamente accoglienti per chi cerca relax e funzionali per chi è in modalità performance. Caldo ma non soffocante. Identitario ma non folkloristico.
La soluzione:
Moena, con la sua patina ossidata e il tocco setoso nonostante l’aspetto rustico, è stato abbinato a un progetto luce moderno e tessuti accoglienti. Il risultato è un ambiente che bilancia perfettamente:
- Matericità del legno antico (memoria, autenticità, calore)
- Pulizia delle linee contemporanee (funzionalità, modernità)
- Versatilità d’uso (adatto sia al relax post-fatica che all’incontro sociale)
Scopri il progetto Olimpionico Hotel →

Catinaccio: quando la luce diventa parte del progetto
Tra i materiali che stanno avendo maggiore riscontro nei progetti hospitality recenti, c’è Catinaccio.
È un pannello in abete vecchio di recupero che abbiamo sviluppato pensando proprio a questo tipo di applicazione: spazi che devono gestire la luce naturale, creare profondità visiva, portare calore senza appesantire.
Cosa lo rende particolare
Superficie tridimensionale
Ogni tavola presenta variazioni di spessore e texture. Non è un pannello piatto: è una superficie che reagisce alla luce durante tutto l’arco della giornata.
Colore marrone cioccolato con sfumature grigie
Il colore intenso, ottenuto attraverso un processo di evaporazione che valorizza la patina ossidata naturale, crea un effetto visivo deciso ma mai invadente. Perfetto per ambienti molto luminosi dove serve un contrappunto materico.
Origine autentica
Proviene dalle tavole esterne di antiche abitazioni in legno. Ha vissuto stagioni, intemperie, tempo. Questa autenticità si sente, si vede, si tocca.
Versatilità negli abbinamenti
Si inserisce perfettamente in contesti moderni, dialogando con vetro, metallo, pietra chiara, tessuti naturali.
Catinaccio ha la capacità di apparire come elemento architettonico che struttura lo spazio, crea quinte visive, definisce zone funzionali pur mantenendo fluidità.Se vuoi approfondire le caratteristiche tecniche, abbiamo dedicato un articolo completo a questo materiale: Catinaccio: il pannello in legno che porta ritmo e luce nello spazio.
Oltre l’hotel: il legno nelle aree wellness
L’hospitality di montagna non si ferma alle camere e agli spazi comuni. Le aree wellness – zone relax, percorsi sensoriali – hanno esigenze tecniche e atmosferiche particolari.
Il legno in questi spazi deve gestire umidità, temperature variabili, e soprattutto deve creare quella sensorialità piena che distingue un’esperienza wellness da un servizio spa standard. Se il tema del benessere e del wellness ti interessa in modo specifico, abbiamo approfondito queste applicazioni in un articolo dedicato: Rivestimenti in legno per area wellness.

Fatica e coccola: il ciclo che la montagna insegna
La montagna ha sempre funzionato così: ti mette alla prova, poi ti accoglie.
E gli hotel che sanno interpretare questo equilibrio – che non scelgono tra performance e relax ma li mettono in dialogo – sono quelli che creano esperienze memorabili.
Il legno, quando scelto con consapevolezza, è lo strumento che rende possibile questo dialogo. Forte come la montagna che ti ha stancato. Accogliente come il rifugio che cercavi.